Cocktail: le origini della parola, drink dal medioevo ai giorni nostri

Cocktail: le origini della parola, drink dal medioevo ai giorni nostri

Tutto quello che si nasconde dietro la parola cocktail e i segreti di questa parola magica: come è cambiato il modo di bere dal 1400 in poi.

Creatività, gusto, colore e sapore: potrebbero essere queste le caratteristiche fondamentali qualora si cercasse di descrivere cos’è un cocktail. Affascinante, versatile, alcolico, analcolico, alla frutta, perfetto per un aperitivo (pre dinner) oppure per un dopo cena (after dinner) o quando si ha voglia (any time), forte, vivace, raffinato e per tutti i gusti e occasioni. Insomma, quando si parla di cocktail c’è davvero tanto da dire, ci sono infiniti aggettivi e parole per raccontarlo, eppure la storia di questo nome è davvero interessante e originale.

Apprendere le origini della parola cocktail è come fare un tuffo nel passato e nelle tradizioni, è come conoscere davvero e forse per la prima volta cosa c’è dietro una delle tendenze intramontabili che ci accompagna da sempre. Ma da cosa deriva il termine cocktail e da dove nasce questa parola?

Cocktails: i primi drink già nel 1400

Cominciamo dal latino: sembrerebbe quasi essere una distorsione di due termini della madre delle lingue neolatine “aqua decocta”, che letteralmente significano acqua distillata. Nel Medioevo invece l’inizio della giornata era annunciato dal canto del gallo, mentre la fine da una bevanda alcolica da gustare. Per questo motivo, l’usanza di bere un drink è stata ribattezzata cock-tail, ovvero coda di gallo. Facendo un salto del tempo arriviamo in Gran Bretagna intorno al 1400: i contadini inglesi amavano una bevanda variopinta ispirata ai colori della coda del gallo da combattimento: da qui cock (gallo) e tail (coda). Proprio nel 1400 nelle campagne inglesi si è iniziato a parlare per la prima volta e in maniera chiara di “bevande dai tanti colori come la coda di un gallo da combattimento”.

Cocktails nel Nuovo Mondo

In America Centrale alla fine dei combattimenti dei galli, si brindava con liquori e succhi in onore della coda del gallo sconfitto che andava in premio al padrone del gallo vincitore. La coda di gallo è anche protagonista di una leggenda molto interessante che narra l’approdo di fortuna di una ricca nave inglese in Sud America: una volta giunti nella terra sconosciuta e scampato il pericolo, gli inglesi hanno scelto di festeggiare bevendo un mix di liquori europei e succhi tropicali mescolati con una piuma di gallo colorata.

Sempre ai marinai inglesi tra il 1600 e il 1700 approdati in Messico nel porto di Campeche, veniva offerta una bibita con all’interno un’erba o una radice chiamata “Cola de gallo”, ovvero coda da gallo, da cui cock-tail. Altre leggende riconducono la parola cocktail alla lingua francese: cocktail potrebbe derivare dal termine coquetier, un contenitore dentro al quale tenere le uova, utilizzato a New Orleans per servire i liquori durante il XIX secolo.

La parola cocktail è “ufficiale” dal 1806

Eppure la parola cocktail come la conosciamo noi, è comparsa per la prima volta in maniera “ufficiale” connessa a un tema caldo: la politica. Nel maggio del 1806 sul giornale “The Balance, Columbian Repository” è stato pubblicato un articolo che ha illustrato la nota spese di un candidato sconfitto alle elezioni comunali, una di questa era proprio il cock-tail.